il grido in cerca di una bocca …
2 Comments Published by corriereasti dicembre 27th, 2004 in bariccoil grido in cerca di una bocca
And I hope that you don’t fall in love with me.
Now it’s closing time, the music’s fading out
Last call for drinks, I’ll have another stout.
Turn around to look at you, you’re nowhere to be found,
I search the place for your lost face, guess I’ll have another round
And I think that I just fell in love with you.
Prima o poi, arriva il giorno in cui riesci a capire il perchè di quel grido in cerca di una bocca che scalda le canzoni di Tom Waits. E’ che ci sono giorni in cui l’eroismo della ripetizione e dell’esattezza non ti salva più. Il Natale da singhiozzo, un anno assediato in casa tua, un anno sotto la minaccia di un’altra casa e un’altra città che non conosci. E la tavola di ori e lino bianco, le posate buone, l’argento che riposa tutto l’anno al sicuro, i bicchieri a bordo alto, sicure domande a solite risposte, l’unica volta all’anno che tua madre ti offre il caffè e prova ad assaggiare il vino, ricette scambiate in viva voce, il solito vuoto televisivo, la città che si sgonfia, il buio che arriva prima di tutti.
E poi la replica a buon mercato di Santo Stefano, dove tutto ha smesso di brillare e ha una luce già vista, un po’ bruciata, e vedi che sotto sotto è solo vernice scollata e piccoli incantesimi.
A volte la ripetizione non arriva a generare familiarità. E la familiarità non si arma di anelli e placche e non trova la via del fuoco per diventare armatura. E non c’è nulla che ti scaldi. Se ti va male, ma male davvero, la ripetizione genera mostri, copie imperfette della realtà, ingentilite solo dai dubbi che prendono finalmente forma.
E allora senti l’armonia della discarica di tutta la sofferenza e tutto il dolore raschiato via, graffiato sulla musica. Vagabondando con lui alla ricerca dell’armonia o del senso.

Adoro la voce calda di Tom Waits.
Bel blog.
Simo
grazie a tutte e due