
To-po-lin, to-po-lin, viva Topolin
Quello che adoro, quello che invidio, quello che so, per certo essere, inarrivabile e sublime e immortale degli Americani è la capacità di passare dal nulla alla storia, Sanno essere patetici ma quando li stai commiserando, la loro è gia epica. Stanno scrivendo la storia e tu stai solo guardando un aspetto, marginale, del problema. Riescono elevare a sistema il kitch e farne storia. E’ un paese che ha inventato un topo che parla, una fetta di carne tra altre due fette di pane, il rock and roll, il napalm, il capitalismo, il baseball e il basket, l’obesità, la guerra preventiva, la parabola dell’attore che diventa presidente, il mito della strada, il mito della luce verde, il mito del suo stesso mito, il pianoseguenza, gli stati canaglia, Woodstock, Guantanamo, John e Yoko, il Greenwich Village, la Rifle Association, il capodanno in Times Square, gli anni ‘70, gli anni ‘80, Faulkner, Roth, Irving, Harlem.
Joe the plumber vs Anne Nixon Cooper
Per questo, dici Joe e vedi l’America sonnacchiosa del pomeriggio, che lavora e che paga le tasse, che non si aspetta nulla di nuovo e ne è contentissima. Joe l’hanno scomodato subito, ne hanno studiato il biosistema, ne hanno fatto una replica, un cluster di vera vita americana, con cui plasmare quel che resta del continente. Siccome in questo specifico sport (la replica come modello di crescita) non sono più i migliori, non hanno trovato molti Joe. Non li dovevano cercare, li dovevano replicare. Quindi, il (lower-lower-lower) middle-class hero Joe è rimasto solo, ne hanno fatto un simbolo e ha perso tutta la sua forza di John Doe (signor Nessuno) detonante e irrivirente. Quando, nella platea commossa di Chicago, Obama si è indurito per non piangere, si è concesso il primo lusso. Una cosa così: Ricordate il reverendo King? Io anche, ma mi ricordo di Anne che si è messa in fila e ha votato (probabilmente per me, ma anche se avese votato per l’altro, andava bene uguale). Come tutti, solo che lei ha 106 e si ricorda benissimo cosa ha dovuto passare per il colore della pelle. Capito come? Lui il suo totem l’ha usato dopo, una ferita e non una baionetta, quando erano tutti tramortiti dalla gioia e ancora sgasava Obama, e calcava in questa cazzo di terra qui l’orgoglio, la convinzione reale di un cambiamento sincero, la gioia pura, la vera goduria. Chiunque sarebbe scaduto, si sarebbe concesso cascami di orpelli di cattivo gusto. Lui no, è già (nella) storia. A noi, non capiterà.
Biden vs Palin
Due pessime scelte. Certo. Però, almeno lui ha avuto il buon gusto (o gliel’avranno proibilto) di tacere. Lei no: i repubblicani si sono confermati in Alaska. Tutto qui. Almeno si è rifatta il guardaroba.
E adesso?
Come hanno notato in molti, tutti gli argomenti affilati che in campagna elettorale sono tornati buoni per convincere gli elettori al cambiamento rispetto al monolitico bushismo, diventano spine: la crisi, la guerra, il welfare, la sicurezza, da alabarde spaziali diventano missili traccianti, in arrivo nell’agendina del presidente. Come molti hanno ipotizzato, nelle sacche più lontane e meno glamour dell’America cambierà poco: Obama è un bolscevico, McCain è vecchio. In una campagna assordante e oceanica, si è scolpita un’icona sulla massicciata della storia. I programmi verranno, ci sono: chiunque saprebbe cosa fare, seduto alla Casa Bianca (bum). Io farei così: Leggerezza, Rapidità, Esattezza, Visibilità, Molteplicità.

è di baricco o tuo?