a giocare a calcetto …

a giocare a calcetto

tu non li conosci, loro (quasi tutti, e comunque non ricordano, almeno fingono) nemmeno. E ti riesce anche di infilare tre passaggi di fila. Dribbling senza occhi. Arrivi anche a fare gol. Applausi. (Applausi?). Riesci a non tirare gli errori addosso ai tuoi compagni occasionali. Senza contenerti, non è serata: proprio non ti riesce e non ti va. Un’ora. Il bel gioco pascola in altri campi. Caviglie, suole, punte, sabbia, schiene, traverse, fiatoni, tiracci. Ma almeno sono pedate sincere. Errori per il gesto quotidiano che ripeti da anni, sempre identico, in cortile, ai giardini (del Salera), ai campetti, in palestra. Sempre identico, ormai un ricordo seriale, un battito del cuore. Eppure, ogni volta, contro ogni logica e buonsenso, contro i fili che corrono e stringono i destini, finisce fuori, alto, lontano, agli altri, tra selve di stinchi.

Fofò – State cedendo, eh?

Giki – Si… stiamo uscendo dalla partita.

Mizio – Uno a uno… da dieci minuti


One Response to “a giocare a calcetto …”  

  1. 1 utente anonimo

    e non mi chiamate?

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